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​Maurizio De Conti Fotografia, web marketing e formazione

Semplici racconti da Blog

Fotografia

28/12/2017, 14:00

uomo e architettura, citt, spazi urbani, street photography, persone



Spazi:-l’uomo-dentro-l’architettura


 L’architettura è una forma d’arte che da sempre vuole mettere insieme due elementi: la bellezza delle forme e l’uomo. Le forme sono quelle che...



Ho sempre pensato all’architettura come a una forma d’arte che vuole mettere insieme due elementi: la bellezza delle forme e l’uomo. Le forme sono quelle che vediamo ed usiamo tutti i giorni, un portone per entrare in un posto di lavoro, una panchina per pensare, una strada per arrivare da qualche parte o un ponte per guardare l’alba. Invece l’uomo è colui che usa queste forme, entra, esce, gioca, pensa, cammina, si innamora dentro di esse. 


Questi due elementi insieme, hanno dato vita ad un progetto fotografico articolato in tre momenti: il primo è quello in cui l’uomo, nella sua piccolezza, subisce l’architettura e le sue forme, il secondo è quello della consapevolezza, iniziare a vivere gli spazi, guadarli, conoscerli e forse usarli, il terzo è quello della libertà dell’uomo nell’architettura, un uomo che si libera e ne diventa parte fondante. 

"Spazi: l’uomo dentro l’architettura", è un progetto fotografico in cui l’uomo fa parte di qualcosa di più grande, un mondo, quello architettonico, che lo ingloba e lo fa scomparire ma che allo stesso tempo lo aiuta e lo libera.
08/07/2017, 13:53

lavoro, reportage, pap, fratello, famiglia,



Un-posto-nuovo
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 Un reportage fotografico che racconta la mia famiglia dentro il luogo che hanno frequentato per tutta la vita, la fabbrica.



Suona la sveglia, sempre alla stessa ora, 6.30. Mio padre si alza e si dirige in bagno per fare quello che fa ormai da 40 anni, prepararsi per andare in fabbrica. Suona un’altra sveglia, mezz’ora dopo, sento il fruscio delle lenzuola e vedo mio fratello che dopo un attimo di smarrimento si dirige verso il bagno. Uno esce e l’altro entra con un sincronismo perfetto. Entrambi, alle 7.30, si ritrovavano nella stessa auto che li porta nel medesimo posto, tutto senza scambiare una parola.

Quei suoni che di mattina scandivano i miei risvegli sono finiti. Non ci sono più i vestiti da lavoro sulla lavatrice, non c’è più quel profumo di truciolo di ferro che ti rimane addosso per un po’ prima di perdersi, e non sento più il profumo di sugo che aleggiava per la casa il lunedì mattina, quel sugo che, insieme a polpette e salsicce facevano la gioia di tutti.​
Tutto era tenuto insieme come un grosso puzzle. Gesti, profumi e suoni stavano insieme, incastrati perfettamente. ​
La fabbrica ha chiuso dopo qualche tempo e quel pezzo di puzzle è venuto a mancare. Con esso è cambiato tutto, i ritmi, i tempi, i profumi e i suoni, tutto è diventato qualcos’altro che deve trovare un nuovo posto.


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Le foto e i materiali contenuti in questo sito sono di proprietà di Francesca Bettera, Giuliana Antrilli e Maurizio De Conti

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